Processi statutari o regolamento di conti? Intervista ad Ulivieri sul provvedimento di espulsione dallo SNA
Il deferimento del dr. Enrico Ulivieri da parte dell’EN dello SNA al Collegio dei Probiviri era già di per sé una notizia che avrebbe dovuto destare l’interesse dell’intera stampa di settore che si sarebbe dovuta precipitare ad intervistare il presidente del GAZ. Ma ciò non è accaduto.
Sempre giornalisticamente parlando, di ancor più interesse doveva essere l’odierna notizia della sua espulsione dallo SNA, ma anche questa volta le testate giornalistiche si sono limitate a dare la notizia ed a riprendere qualche dichiarazione dello stesso Ulivieri.
Proviamo quindi a sostituirci a questi timidi e timorosi giornalisti, intervistando il dr. Ulivieri nella sua qualità di iscritto SNA e di Presidente di uno dei più importanti GAA accreditati presso questo Sindacato al fine di analizzare al meglio la vicenda, i rapporti attualmente insistenti tra lo SNA ed i Gruppi aziendali ed il futuro stesso di queste relazioni.
D:Presidente Ulivieri, lei è finito sotto procedimento disciplinare da parte dei Probiviri SNA oggi culminato con la sua espulsione dal Sindacato: Si è trattato di una normale attività statutaria o di un tentativo di silenziare/eliminare una voce scomoda?
R: Domanda interessante, il deferimento è stato promosso dall’Esecutivo Nazionale SNA perché, tra le altre cose, nel 2024 insieme ad altri otto Presidenti di Gruppo (alcuni dei quali aderenti allo stesso SNA), sottoscrissi una richiesta che l’altra Associazione di rappresentanza nazionale fece sua, inoltrandola all’Ania. Nelle motivazioni dei Probiviri che hanno portato alla mia odierna espulsione si legge:“…Fuori dall’ambito sindacale, quindi, ovvero fuori dagli organi statutari, il singolo iscritto SNA non ha titolo per “fare politica sindacale” con altre parti o istituzioni diverse da SNA…”. In poche parole, l’adesione al Sindacato comporta al tempo stesso una sorta di accettazione supina del pensiero e delle politiche del Leader Maximo (in barba alla pluralità delle opinioni che dovrebbe essere il seme di qualsiasi libera organizzazione), pena l’espulsione. La mia colpa (o il mio merito) sarebbe quello di voler far politica anche di tipo sindacale, anche al di fuori degli Organi preposti SNA che oramai da tempo risultano frequentati dal medesimo e ristretto harem [dall’arabo ḥarīm, propr. «luogo inviolabile e vietato al pubblico»]. Io credo che al contrario si debba avere il coraggio di uscire dalle sacre stanze e ricominciare ad ascoltare e confrontarsi con la base e perché no? Anche con le altre associazioni sindacali che da sempre sono solo bersaglio di dileggio e discredito.
D: Conferma quindi che il provvedimento di espulsione è motivato da un dissenso politico nei confronti della linea attuale del sindacato piuttosto che da reali violazioni Statutarie?
R: Le presunte “violazioni Statutarie”, hanno ricevuto le dovute risposte nella memoria difensiva regolarmente presentata assieme ai miei legali ma in sede di audizione si è avuta la netta percezione di quanto stessimo affrontando solo una sterile formalità. Diciamo che i Probiviri hanno pensato che quella dello Statuto potesse essere una buona scusa per allontanare un associato che non hanno esitato a definire “anarchico e poco controllabile”. Accusa che, per quanto mi riguarda, rappresenta una specie di medaglia al valore se tesa ad evidenziare la capacità di esprimere un pensiero critico e costruttivo. Sotto questa presidenza non è la prima volta che Presidenti di Gruppo vengano colpiti da deferimenti e conseguenti espulsioni. E’ altrettanto strano che i soggetti destinatari siano stati tutti concorrenti (o potenziali concorrenti) alla presidenza dello SNA e di conseguenza portatori sani di un qualche “dissenso” rispetto all’attuale governance. Probabilmente con la mia espulsione hanno voluto evitare che il mio libero pensiero potesse trovare in futuro un qualsiasi consenso… anche in sede elettorale.
Il deferimento riviene dall’Esecutivo Nazionale dello SNA e le contestazioni hanno una evidente impronta politico/sindacale per cui è altrettanto evidente la natura del provvedimento. Nelle oltre tre ore di audizione, secondo il Collegio il mio mancato e perentorio “ravvedimento” sommato alla mia totale indipendenza nell’agire, mi caratterizzerebbe per il richiamato atteggiamento “anarchico”. Devo dire tuttavia che mi sono apparsi piuttosto in difficoltà sia nel sostenere quelle accuse che nel contraddittorio, forse anche per il timore di assumersi la responsabilità di un provvedimento tanto delicato quanto difficile.
D: Perché parla di “provvedimento tanto delicato quanto difficile”? Quali equilibri potrebbe mai spostare un qualsiasi provvedimento dei Probiviri all’interno di un’Associazione?
R: Nessuno, se stessimo parlando di un procedimento disciplinare nei confronti di un comune associato. Qui il Collegio dei probiviri era di fatto chiamato a confermare la linea politica del presidente SNA rispetto alle critiche di chi si oppone in maniera autonoma ed in piena libertà di pensiero, rappresentando al tempo stesso anche un importante Gruppo Aziendale accreditato. Non era quindi un semplice provvedimento disciplinare, il Collegio era chiamato ad esprimere una vera e propria sentenza politica, a legittimare l’essenza del “pensiero unico”, a definire i contorni del potere. La sensazione è che i Probiviri non potessero proprio tradire le aspettative dell’Organo di governo che ha promosso il procedimento, ed infatti non lo hanno fatto. Si sono evidentemente conformati a quelle che erano le aspettative nonostante documenti, memorie difensive ed audizione propendessero obiettivamente per una totale archiviazione.
D: A giudizio del presidente SNA, le questioni vanno discusse unicamente all’interno del Sindacato e nelle sedi deputate. A tal proposito, il Demozzi lamenta una sua sistematica assenza a questi appuntamenti ivi comprese le riunioni del Comitato dei GAA. Cosa ci dice a riguardo?
R: Ho spiegato con dovizia di particolari ai Probiviri le motivazioni che negli ultimi tempi mi hanno portato (mio malgrado) a non partecipare alle riunioni del Comitato dei Gruppi. Un Comitato per la verità frequentato di rado da molti altri presidenti che più furbescamente del sottoscritto delegano a partecipare colleghi del loro direttivo, determinando in ogni caso uno stallo nell’operatività dell’Organo. Ma, soprattutto, la costante presenza dell’ufficio di presidenza dello SNA a quelle riunioni ne ha di fatto depotenziato l’autonomia, trasformando il Comitato in una sorta di diramazione dello stesso EN. La dice lunga il fatto che il Comitato dei GAA nella sua interezza, sembra aver accettato supinamente una decisione così ambigua e strumentale che colpisce “mortalmente” un proprio componente.
D: A leggere le motivazioni del provvedimento di espulsione a disposizione della Stampa, la sensazione in effetti è quella di trovarsi al cospetto di una decisione quantomeno stravagante.
R: È la conferma del fatto che il provvedimento non appare il frutto di un serrato confronto collegiale, quanto piuttosto di una decisione già presa a tavolino visti gli improbabili “equilibrismi”. Il confronto pare lo abbiamo avuto unicamente su come rendere (o meglio, tentare di rendere) credibile la decisione a partire dal fatto di voler far credere che il provvedimento fosse riconducibile alla singola posizione in qualità di iscritto Sna e non al ruolo ed elle attività svolte in qualità di presidente di un Gruppo aziendale accreditato Sna. Fa sorridere leggere nella motivazione della “facoltà/legittimità dell’associato Ulivieri di esprimere liberamente le proprie opinioni”… salvo espellerlo per averlo fatto.
D: Come reagirà adesso il GAZ? È ipotizzabile una fuoriuscita dallo SNA e/o dal Comitato dei Gruppi aziendali del Sindacato più rappresentativo?
R: Io sono solo il presidente del Gruppo Agenti Zurich, non ne sono il “proprietario”. Nel prossimo consiglio direttivo mi limiterò a relazionare sugli eventi e poi i colleghi prenderanno in piena e totale autonomia le loro decisioni. Si chiama democrazia, visione associativa, che all’interno del GAZ non mancherà mai. Personalmente nel nostro Gruppo aziendale auspico da sempre le critiche costruttive dei colleghi, le posizioni difformi possono solo fare da sprone ed aiutare a crescere. Al contrario, gli applausi a prescindere inculcano soltanto delle insane convinzioni in chi è chiamato a decidere.
D: Come vede il futuro della categoria e quali potranno mai essere i rapporti futuri tra lo SNA ed i vari Gruppi Agenti oramai chiamati a siglare accordi di secondo livello con le Compagnie anche al fine di colmare le lacune di un ANA 2003 oramai del tutto anacronistico e disfunzionale rispetto al rapporto di lavoro che pretenderebbe di regolare? E più in generale, in queste condizioni, hanno ancora un senso le attuali organizzazioni sindacali degli Agenti?
R: Potrei rispondere con una controdomanda: Quale futuro può mai avere una categoria le cui rappresentanze non sono capaci di far sintesi delle loro diversità e di presentarsi al cospetto delle varie Istituzioni e controparti con un unico documento? Vede, in tutto questo immobilismo, gli stessi Sindacati vengono espropriati della loro funzione principale ed oserei dire irrinunciabile, vale a dire: tracciare la linea ed i contenuti degli Accordi di primo livello. Oggi più che mai occorrono norme contrattuali moderne, fruibili e che permettano ai giovani di entrare nelle nostre organizzazioni. Serve visione. Serve capacità di far la dovuta sintesi tra presente, passato e soprattutto futuro. Serve la capacità di saper trattare con le Istituzioni. Serve riuscire a comprendere ciò che sarà veramente importante domani, magari a discapito di ciò che oggi sembra come tale. Serve la capacità di guidare la categoria attraverso i cambiamenti, evitando il mantenimento di qualsiasi status quo. Serve decidere chi rappresentare e soprattutto serve privilegiare l’onere all’onore, perché la nostra categoria merita di essere rappresentata tutta e non solo in piccola parte. Ma soprattutto occorre una vera regia che eviti di lasciare troppi spazi ai vari GAA. Nei fatti, l’immobilismo perseguito dal Sindacato Nazionale Agenti, oltre a certificarne l’assoluta mancanza di visione, sta rafforzando oltremodo i GAA anche loro malgrado. Detto da un presidente di un GAA, credo possa essere credibile.
D: Al termine di questa lunga chiacchierata, la sensazione è che all’interno dello SNA si confonda oramai “l’unità” con “l’uniformità”, la “lealtà” con “l’obbedienza” ed il “pensiero critico” con “l’insubordinazione”? È solo una nostra sensazione?
Purtroppo la mia non è una sensazione, ma un’amara certezza che riviene dalla constatazione diretta dei fatti e dall’osservazione dei protagonisti in campo. Ho purtroppo il brutto di difetto di non conformarmi ad alcun andamento ritenuto “politicamente corretto”. Mi viene ancor più difficile farlo quando in gioco v’è il futuro dell’intera categoria di cui faccio parte e che nel mio piccolo mi onoro di rappresentare in qualità di presidente di un Gruppo aziendale. Auguro a tutti un buon anno, a partire dai vertici dello Sna, un anno che inizio da “apolide sindacale” per decisioni che nulla hanno di Sindacale, ma che al tempo stesso rinnovano in me volontà e determinazione nell’occuparmi del NOSTRO futuro.









