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La “pagliuzza e la trave” – 2^ parte.

In merito alla nozione d’Impresa, la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (cfr. sentenza 10 gennaio 2006, procedimento C-222/04) ha statuito che “il semplice possesso di partecipazioni, anche di controllo, non è sufficiente a configurare un’attività economica del soggetto che detiene tali partecipazioni, quando tale possesso dà luogo soltanto all’esercizio dei diritti connessi alla qualità di azionista o socio nonché, eventualmente, alla percezione dei dividendi, semplici frutti della proprietà di un bene”.
La stessa Corte ha precisato che “Viceversa, un soggetto che, titolare di partecipazioni di controllo in una società, eserciti effettivamente tale controllo partecipando direttamente o indirettamente alla gestione di essa, deve essere considerato partecipe dell’attività economica svolta dall’impresa controllata”.
L’Agenzia delle Entrate con interpellanza n. 481/2020 ha avuto modo di puntualizzare e confermare il principio di cui sopra.
La S.N.A.S. Srl – SINDACATO NAZIONALE AGENTI SERVIZI S.R.L. è la società di servizi creata dal Sindacato Nazionale Agenti nel 2011 con inizio di attività nel 2013. Manco a dirlo, nel Consiglio di amministrazione di questa società di capitali, figura il sig. Marcello Bazzano, amministratore dello stesso Sindacato Nazionale Agenti in quanto membro dell’Esecutivo Nazionale presieduto da Demozzi (peraltro i bilanci di questa SNAS srl sono piuttosto interessanti !).
In questo caso abbiamo un soggetto partecipato al 100% e questo implica il concetto di “influenza dominante” ma soprattutto nell’organo amministrativo della S.N.A.S S.R.L. un amministratore è in comune con lo stesso Sindacato Nazionale Agenti. Siamo al limite dell’elusione, perchè la partecipazione non è accessoria o complementare e ciò potrebbe potenzialmente determinare per lo SNA la perdita del requisito di Ente non commerciale senza scopo di lucro, circostanza che risulterebbe “devastante” nel merito dell’inquadramento nel regime fiscale.
Per acclararlo bisognerebbe indagare circa il rispetto del requisito della prevalenza, eventuali distribuzioni di utili della SRL e, perché no, anche sui compensi dei consiglieri dell’Associazione con particolare riferimento a quello in comune con la srl perché potrebbe configurarsi una sorta di distribuzione indiretta di utili. Un’indagine ampia che non ci interessa fare e che soprattutto non vogliamo fare, anzi, diamo per scontato che non ci siano le condizioni affinché l’Associazione possa perdere il requisito di “Ente non commerciale”.
Ciò detto, il dato preoccupante è un altro: esiste un orientamento giurisprudenziale, esiste una prassi, esiste il parere dell’Agenza delle Entrate ma soprattutto esistono principi di opportunità e convenienza che a priori avrebbero sconsigliato la presenza di un membro dell’Esecutivo dello SNA nel consiglio di amministrazione della società di capitali controllata al 100% dal Sindacato.
Nulla di tutto questo sembra però interessare e/o contare per il Cav. dr. Demozzi che, come per il Collegio dei Probiviri, a quanto pare, decide per sé e per tutti.
Come per i Probiviri, il dato ancor più preoccupante è che c’è sempre qualcuno dei Quadri del Sindacato che si presta supinamente ad avallare queste sue scelte. Nessuno eccepisce nulla, nessun obietta nulla, neanche quando è in gioco il bene supremo dell’Associazione.
P.S.: Adesso vi diranno che questi qui dell’Agents Consulting ce l’hanno con Demozzi, che non sono intermediari e non sono iscritti al Rui. In genere come giustificazioni da fornire ai colleghi iscritti SNA, le ritengono più che sufficienti.