Il contraddittorio con gli ispettori a “geometria variabile”: riflessioni operative.
Nel contesto delle attività di riconsegna presso le agenzie o in occasione di eventuali ispezioni amministrative, emerge da sempre una dinamica che merita una riflessione: la gestione del contraddittorio da parte degli ispettori della Compagnia assume indirizzi differenti a seconda della presenza o meno del nostro Studio Professionale Agents Consulting.
Parliamo oggi di queste attività che normalmente prevedono la presenza fisica in agenzia degli Ispettori della Compagnia. Registriamo da sempre un fenomeno quantomeno curioso: se siamo contestualmente presenti anche noi in agenzia, il rispetto del contraddittorio è sempre garantito e gli ispettori della mandante non mostrano alcuna resistenza nel consentire l’inserimento, nel corpo del verbale, delle dichiarazioni dell’Agente. Il confronto si svolge in modo trasparente, ordinato e conforme ai principi di correttezza procedurale, permettendo una rappresentazione completa dei fatti a tutela dell’Agente.
La situazione cambia completamente, o meglio, torna alla “normalità”, in nostra assenza. Sappiamo bene infatti che in tali casi, all’Agente non viene riconosciuta la possibilità di inserire proprie dichiarazioni nel corpo del verbale e di conseguenza potrebbero venir meno buona parte delle tutele economiche e contrattuali a suo favore. Basterebbe questa semplice e significativa differenza per scegliere di essere assisiti da professionisti specializzati.
Questa disparità di trattamento solleva interrogativi non solo sul piano operativo, ma anche su quello dei principi. Il contraddittorio non può essere considerato una facoltà discrezionale subordinata alla presenza di un consulente, bensì un diritto sostanziale della controparte, da garantire in ogni condizione.
Il contraddittorio, che dovrebbe costituire un elemento imprescindibile di qualsiasi procedimento, risulta di fatto compresso o addirittura eluso, lasciando il “povero Agente” in una posizione di evidente debolezza. Al cospetto di un Agente “da solo” accade che gli ispettori della Compagnia si rifiutino categoricamente di inserire nel verbale dichiarazioni che, ad onor del vero, spesso non vengono neanche richieste dallo stesso Agente. Anche nella fase conclusiva del rapporto infatti domina quella incomprensibile “paura” e quando accade che l’Agente chieda di inserire delle proprie dichiarazioni, esse vengono concesse (quando vengono concesse) come semplice “allegato”.
L’allegato viene quindi richiamato nel verbale, ma spesso non viene neanche siglato e/o firmato per accettazione da parte degli ispettori incaricati della Compagnia. Chissà quante volte vi sarà capitato se non in operazioni di riconsegna, certamente nella più ordinaria ipotesi di ispezione amministrativa.
Ebbene, sembra una sottigliezza, una mera formalità ed agli occhi dell’Agente la circostanza non appare affatto rilevante. Ve lo dobbiamo proprio dire? Non c’è nulla di più potenzialmente deleterio per i vostri interessi.
Vi riportiamo alcuni esempi pratici, che da soli valgono a rendere l’idea di quanto sia nociva la decisione (subita) di non inserire nel corpo del verbale le proprie dichiarazioni ovvero di inserirle come semplice allegato.
Innanzitutto, se per un qualsiasi motivo si dovesse un giorno ricorrere ad un Giudice, può accadere che quest’ultimo si legga in maniera sommaria solo il corpo del verbale, ignorando l’esame di eventuali allegati. Il Giudicante si limita quindi alla lettura di un verbale unilateralmente redatto nell’interesse della Compagnia che, per di più, risulta pure firmato dall’Agente.
Ed ancora, si potrebbe giungere a situazioni più gravi ed estreme. Se ad esempio le dichiarazioni dell’Agente vengono semplicemente richiamate nel corpo del verbale ma non risultano controfirmate dagli ispettori. Esse possono essere modificate, alterate o addirittura eliminate.
Vi sembra tutto impossibile? No, non lo è affatto.
In definitiva, è auspicabile un allineamento delle prassi ispettive, affinché il rispetto del contraddittorio non sia a “geometria variabile”, ma rappresenti una costante imprescindibile. Per esperienza, ci rendiamo perfettamente conto che trattasi di un “auspicio” tanto valido, quanto del tutto irrealizzabile se in loco non venite debitamente assistiti.
Ma vi assicuriamo che l’importanza di essere seguiti in quella fase (conclusiva) del rapporto, è importante almeno quanto la consulenza strategica che precede quel momento.









