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Nessun Agente legato !

Si è concluso il 58^ Congresso SNA, un appuntamento che si conferma essere esattamente quello che vi avevamo anticipato.
In quel contesto, oggi più che mai, non ci sono domande, men che mai domande scomode, solo applausi. Oggi il proprietario dello SNA ha consolidato quasi al 100% il controllo e l’influenza su quei delegati provinciali che poi sono gli stessi che saranno chiamati al voto elettivo tra qualche mese. Bisogna riconoscerlo: La qualifica di “proprietario dello Sna” che spesso usiamo, trova oggi la sua massima espressione. Il Demozzi è stato bravissimo, complimenti a lui.
Una maggioranza bulgara che consente anche alla propaganda di diffondere l’idea che i circa 6.800 iscritti appoggino in toto la politica del proprietario dello Sna, così non è ovviamente. Quel 5% degli iscritti, oltre a rappresentare sè stessi, rappresentano gli altrettanto pochi che partecipano nelle varie assemblee provinciali sul territorio. Ma sono sufficienti e determinanti, non c’è che dire.
Se pensate che chi fino poco tempo, in qualità di vice presidente di una provinciale, era tra i più fermi oppositori del Demozzi ed oggi, in qualità di presidente della stessa provinciale, ne tesse le lodi, è evidente che il cerchio si è chiuso definitivamente.
Manovre tipiche della politica, traslate nel mondo associativo.
Andrebbe modificato lo Statuto consentendo democraticamente a tutti gli iscritti di votare al Congresso elettivo come avviene in tutte le Associazioni, ma è un’ipotesi che non incontrerebbe il gradimento dell’attuale proprietario dello SNA.
Passiamo adesso all’analisi politica del Congresso ed arricchiamo questo articolo con qualche frammento audio del Congresso stesso. Trattasi di appuntamento che a nostro avviso segna l’inizio della fine di questo storico Sindacato. A
lla luce della maggioranza bulgara che sostiene questo Esecutivo, sembra quasi un controsenso quello che vi stiamo dicendo (e che non auspichiamo), ma è un’eventualità purtroppo molto concreta.
Quando una qualsiasi associazione si appiattisce per decenni su di una persona senza che si ottenga alcun risultato concreto, la parabola discendente è inevitabile a partire dal numero degli iscritti. A proposito di iscritti, continua la penosa propaganda del Demozzi. Gli iscritti persone fisiche che sono unicamente quelli che contano, sono sostanzialmente sempre gli stessi: erano 6219 nel 2013 sono 6859 nel 2024. Al netto dei 150-200 pensionati e dei colleghi passati in sez. E ai quali viene data facoltà di rimanere iscritti, l’incremento in questo (notevole) arco temporale è veramente molto modesto. Ma sul punto il Demozzi innesca la solita “enfasi da comizio” tanto da chiamarsi da solo gli applausi dei presenti che lo assecondano, ascoltate l’audio perché a suo giudizio è un “bell’andare!”:

Celebrare l’aumento dell’indice di rappresentatività (rapporto iscritti SNA ed iscritti al RUI) quando negli ultimi dodici anni ci sono quasi 13 mila iscritti in meno nella sez. A del RUI, continua ad essere oltraggioso nei confronti di chi è stato costretto a cancellarsi e/o abbandonare l’attività agenziale. Trattasi per la categoria di una tragedia, non certo di una variabile matematica da utilizzare in una proporzione e per di più con il fine di autocelebrarsi.
Oltre che nell’assenza di risultati, le motivazioni di questo declino saranno insite negli atteggiamenti, nella consacrazione delle molteplici contraddizioni (si condannano i mandati delle Compagnie dirette al di fuori dell’ANA, ma il Demozzi ne è il primo fautore), negli affari personali che non vengono mai chiariti, nell’uso ed abuso dei Probiviri, nella frattura oramai evidente con quasi tutti i Gruppi Aziendali e relativi terremoti che inevitabilmente si innesteranno nel merito di questi rapporti.
Su oltre trenta presidenti di Gruppo, ne erano presenti appena otto. Tra questi c’era ovviamente il buon Sivori di AUA, che tra qualche tempo finirà per partecipare da solo ai congressi SNA in qualità di presidente dei GAA.
Un Sivori che tuttavia si vede costretto a difendere gli stessi GAA dalle insinuazioni del presidente del Comitato dei Gruppi aziendali, Dario Piana, che a quanto pare sostiene che i Gruppi Agenti “sono deboli e non fanno gli interessi dei colleghi”. GAA accusati di un po’ di tutto, con il paradosso di componenti di vari Esecutivi di Gruppi aziendali seduti in sala che applaudivano pure (!?).
Un Demozzi che si chiede: “Perché non ci sono qui i Presidenti dei Gruppi aziendali a dirci come la pensano anziché andare sui giornali?”. Dovrebbe farsi la domanda contraria: Perché mai dovrebbero esserci? Per fare uno sterile esercizio dialettico nei tre minuti concessi e sollecitare per l’ennesima volta il rinnovo dell’ANA con il proprietario Sna che annuisce? Lo fanno da anni arrivando anche ad azioni provocatorie. Evidentemente stavolta se la sono risparmiata questa sceneggiata.
Per non parlare della proposta di tal Cariglia, accolta con entusiasmo dal Demozzi, che vorrebbe la nomina di presidenti GAA che siano tutti iscritti Sna e soprattutto allineati con il pensiero unico del suo proprietario come avviene nelle liste sindacali aziendali. Qui di seguito l’audio sull’ipotesi di un “pensiero totalitario targato SNA che comprenda anche i GAA”. Ascoltatelo bene questo frammento audio, perché c’è anche un’insinuazione sul Gruppo agenti Axa che, vera o falsa che sia, vi fa comprendere quanto siano esasperati i GAA dell’immobilismo dello SNA sulle norme di primo livello:

Non è stato un Congresso ma un deliberato assalto alla credibilità ed all’autonomina dei GAA sui quali lo Sna scarica proprie inadempienze ed inefficienze
Prosegue poi la difesa ad oltranza di un Accordo Nazionale Agenti risalente al “paleozoico assicurativo” (non è vecchio di 22 anni infatti, ma di 50 visto che è copia conforme all’ANA 1975). Insomma, un Congresso/suicidio che tuttavia è il sunto di una politica sindacale pressoché disastrosa su tutta la linea, ma che incontra gli applausi dei 343 supporters che contano. L’esaltazione degli Organi di stampa di partito fa il resto, facendo (abilmente) credere ciò che non è.
La chicca finale del proprietario dello SNA è da morire dalle risate. Comunica alla platea che gli sono rimasti tredici anni di vita professionale e rincuora tutti rendendosi disponibile a “regalarli al sindacato, non perché voglia rimanere incollato a quella poltrona, ma perché vi amo ed amo lo SNA”, tuttavia se non doveste più scegliere lui è disposto a perdonarvi dall’alto della sua misericordiosa bontà. Ascoltate l’audio qui di seguito, è il commiato finale al Congresso, un autentico “delirio di onnipotenza”:

Demozzi ama il Sindacato, insomma. Come non credergli? Grazie al ruolo di presidente fattura milioni di euro di provvigioni con il mandato diretto della Verti ass.ni che altrimenti non avrebbe mai ottenuto.
Cari congressisti SNA a breve avrete un’ultima possibilità per riabilitarvi e salvare un’intera categoria, non solo voi stessi. Nel prossimo Congresso elettivo ci sarà per certo qualche coraggioso che si presenterà a contendere al Demozzi la presidenza (si spera non la proprietà, altrimenti stareste punto ed a capo!).
Per il candidato concorrente è tuttavia un’impresa al limite dell’impossibile, sempre che ci arrivi al Congresso elettivo e non venga espulso prima dal braccio armato dei Probiviri (!). Una volta che la categoria avrà bruciato anche quest’ultima possibilità, è giusto che il Demozzi rimanga per ulteriori tredici anni su quella poltrona collezionando il record di una decina di mandati consecutivi.
Vi aspetteranno tredici anni di tour, corsi, autointerviste e Congressi sempre meno partecipati (ma sempre più applaudenti). Ulteriori tredici anni di strenua difesa dell’ANA 2003 e di scarsi risultati per la categoria. Se il proprietario dello Sna verrà confermato, vi assicuriamo che a nostra volta diventeremo suoi fan, perché per assurdo qui siamo gli unici ad avere potenzialmente un interesse concreto per essere suoi fan (!).
Vorrà dire che in tutti questi anni abbiamo provato inutilmente a darvi una mano cercando di far luce sulla Presidenza di questo Sindacato. Pazienza. Ci abbiamo provato in tutti i modi possibili ed immaginabili documentandovi di tutto e di più, ma sembra tutto inutile.
“Nessun Agente legato”, ma il paradosso è che su quelle sedie vi erano solo Agenti legati e per di più con una certa età. Agenti applaudenti fors’anche inconsapevoli di legare al palo anche il futuro dell’intera categoria.
Faber est suae quisque fortunae.