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Agents Consulting | Studio professionale di consulenza tecnico giuridica al servizio degli intermediari assicurativi

Gemini Libutti

“Meglio nessuna intervista, che una pessima intervista”- Terza parte.

Nel corso dell’intervista all’avv. Libutti, che oggi torniamo a commentare con questa terza ed ultima news, l’ex presidente del Fonage ha dichiarato di “sentire parlare di unità sindacale sempre da chi costituisce nuovi Sindacati”.
Dove, quando e da chi lo avrebbe mai sentito? Per quanto ci risulta, a parlare esplicitamente di “unità sindacale” è stato unicamente il suo intervistatore, Roberto Pisano, peraltro esponente SNA, in un suo recente articolo. Le altre sigle sindacali, alle quali lo SNA non ha risparmiato nel tempo critiche, attacchi e, in alcuni casi, anche contrapposizioni sfociate in iniziative giudiziarie, non hanno mai parlato di unità sindacale e/o ipotizzato unificazioni, men che mai con lo SNA.
L’Avv. Libutti farebbe bene ad interrogarsi sulle ragioni che hanno accompagnato, negli anni, questa crescente frammentazione della rappresentanza sindacale degli agenti di assicurazione.
E’ difficile ignorare il fatto che, durante la lunga stagione della presidenza Demozzi allo SNA, siano nate diverse realtà sindacali alternative come non era mai successo prima. Persino Unapass, che in passato sembrava orientata verso un ingresso nello SNA, non appena ha avuto una alternativa è confluita in ANAPA.
Tutto questo, qualcosa vorrà pur dire.
Ancora più interessante è il passaggio nel quale l’avv. Libutti rivendica con orgoglio il Ccnl dipendenti sottoscritto nel 2014 dallo Sna, secondo le testuali parole dell’ex presidente del Fonage “i dipendenti delle Agenzie di assicurazione hanno i loro rappresentanti che politicamente e giuridicamente si devono interessare del loro futuro lavorativo….cosa che abbiamo fatto con il ccnl del 2014 togliendo agli agenti di assicurazione in Italia l’onere di dover pagare gli arretrati e l’onere di dover sostenere un contratto collettivo troppo oneroso”.
Occorrerebbe capire quale sia stato all’epoca, il ruolo della rappresentanza dei lavoratori nella sua elaborazione e quale sia oggi il grado di rappresentatività di quella stessa sigla che lo sottoscrisse.
Perché l’assurdo è che questa Fesica confsal fu scelta proprio dallo Sna come controparte per rappresentare i dipendenti delle agenzie ma soprattutto non aveva, e non ha tutt’ora, un solo tesserato tra i lavoratori di questa categoria. Libutti rivendica con orgoglio quel Ccnl scaturito dal confronto con questa “rappresentanza” Sindacale e nella sua percezione è sempre quest’ultima sigla sindacale che dovrebbe continuare ad occuparsi “del futuro lavorativo dei dipendenti”. Chi ci segue sa che siamo dissacranti per natura, ed in questo momento ci risuona in mente il motivetto “♫ Bongi, Bongi, Bongi Bo ♫”
A parte il siparietto musicale, fa specie il fatto che l’avv. Libutti non sia aggiornato circa le recenti sentenze del Tar di Trento che di fatto hanno penalizzato soprattutto gli agenti SNA che applicano quel Ccnl, fa ancor più specie che non sappia che il divario di applicazione con quello di Anapa si sia oramai ridotto a poche centinaia e tra qualche tempo quest’ultimo è destinato a surclassare il Ccnl dello Sna. Anche questo vorrà dire qualcosa.
Un contratto collettivo può essere valutato soltanto in funzione del risparmio che garantisce al datore di lavoro, oppure deve essere valutato anche per la sua natura ed il suo equilibrio? Perchè se è valido il ragionamento dell’Avv. Libutti, la provocazione è che se un giorno dovesse diventare presidente SNA, nel rinnovo del Ccnl dipendenti, potrebbe portare i livelli salariali al minimo della sopravvivenza. Certo, si verrebbe a creare un conflitto totale con i dipendenti con conseguente paralisi delle agenzie, ma vuoi mettere? Verrebbe a soddisfarsi appieno il principio della tutela a “tutti i costi” degli interessi della categoria rappresentata tanto caro all’Avv. Libutti.
Dando seguito alla “provocazione” di cui sopra, di tutte le più ovvie cause dei dipendenti, potrebbe farsi carico lo SNA con i propri Fondi da girare sotto forma di parcelle ai consulenti legali del Sindacato chiamati a difendere gli associati. Potrebbe pure nominare qualche avvocato nuovo di fiducia cui demandare questo “oneroso” compito. Tranquillo Avv. Libutti, si può fare. Anzi, è stato già fatto.
Nel corso dell’intervista, l’Avv. Libutti sembra correggere almeno in parte il tiro, “spiegando” che un Agente, all’interno della propria azienda, è comunque libero di avere un “atteggiamento molto volto ai dipendenti” mettendo a loro disposizione palestre, costruire una cucina per loro, aumenti salariali, automobile aziendale.
Nulla da eccepire, naturalmente. Se un agente può e vuole riconoscere ai propri collaboratori condizioni migliori di quelle minime previste dal contratto, è certamente libero di farlo. Arrivare in agenzia con l’auto aziendale, allenare in ufficio i bicipiti tra una polizza e l’altra o cucinare sempre in ufficio un buon piatto di “spaghetti alla puttanesca”, sono sicuramente dei benefit molto ambiti dai dipendenti.
Ma sorge spontanea una domanda: Quanti sono gli Agenti che hanno scelto di applicare quel CCNL ritenendolo economicamente più sostenibile e che, contemporaneamente, hanno garantito ai propri dipendenti una parte di questi benefit e/o un adeguamento sulle tabelle retributive? E’ altrettanto spontaneo chiedersi perché a sto punto abbiano scelto di applicare il Ccnl Sna se poi, per scelta opposta e contraria, si adeguano al minimo salariale degli altri Ccnl più rappresentativi.
Sarebbe interessante conoscerli, se non altro per congratularci per questo loro “atteggiamento molto volto ai dipendenti”.
In questo quadro si inserisce anche la critica di Libutti nei confronti di Uniagenti per avere questo nuovo Sindacato posto tra le prime iniziative sindacali, la sottoscrizione di un CCNL a suo dire a favore dei dipendenti.
Il CCNL sottoscritto da Uniagenti non ci sembra abbia come obiettivo quello di tutelare i dipendenti ancor prima degli Agenti in un una mera contrapposizione tra essi. Al contrario, può essere letto come uno strumento per introdurre un sistema contrattuale che preveda, oltre alle tutele di base, anche meccanismi di incentivazione della produttività. E questo, potrebbe avere ricadute positive sugli stessi Agenti.
Il vero limite di quell’accordo, semmai, è oggi rappresentato dalla sua ancora ridotta rappresentatività. Ma anche questo è un elemento che può evolvere nel tempo, come dimostra la storia del CCNL Anapa.
C’è poi un’altra ragione, per cui la scelta di Uniagenti di siglare un proprio Ccnl, appare tutt’altro che incomprensibile, ma anche questa sembra completamente sfuggire all’analisi dell’Avv. Libutti.
Tutte le Associazioni che partecipano al confronto con ANIA sul rinnovo dell’ANA dispongono di una propria rappresentanza contrattuale nei confronti dei dipendenti. Dotarsi di un CCNL significa quindi, anche politicamente, accreditarsi in maniera strutturarle e paritetica a quel tavolo.
Se Uniagenti sarà parte attiva nella piattaforma congiunta per il rinnovo dell’ANA 2003, avrà di conseguenza un suo peso specifico unitamente a SNA, ANAPA ed ANAGINA (primo GAA della storia a presenziare a quel tavolo!).
Ed è proprio qui che torniamo al punto di partenza, perché se da un lato, Libutti parla di collaborazione, dall’altro, non è dato comprendersi come critiche e delegittimazioni preventive nei confronti delle altre organizzazioni sindacali, possano agevolare qualsiasi forma di collaborazione.
SNA critica sia Uniagenti che ANAPA, con quest’ultima poi si sono confrontate duramente nel corso degli anni anche i sede giudiziaria, oggi il Libutti interviene criticando e denigrando Uniagenti e, contestualmente, parla della necessità di una maggiore collaborazione tra le sigle a condizione però che le più piccole chiedano il confronto (!?).
A nostro modesto avviso, l’Avv. Libutti farebbe bene a non emulare Demozzi in questo tipo di atteggiamenti. Forse bisognerebbe semplicemente chiarire che cosa si intenda davvero per “unità sindacale e/o maggiore collaborazione”, perchè per qualcuno pare significhi soltanto chiedere agli altri di convergere sulle proprie posizioni perché “più numerosi, più storici, più rappresentativi”.
Da ultimo, non possiamo che concordare con l’Avv. Libutti sul “suffragio universale” di tutti gli iscritti SNA e non di una elite rappresentativa. Il consiglio però, è quello di farsi concretamente promotore di questa modifica dello Statuto, inviando via pec la proposta all’Esecutivo Nazionale con l’invito a discuterla nel prossimo Congresso utile. Caro Avvocato, avrà modo di verificare Lei stesso come la proposta verrà completamente ignorata, nonostante ufficialmente formalizzata (immagini un pò se essa rimane nei meandri di una sua intervista che nessuno è tenuto ad ascoltare!).
Il motivo è semplice: Trattasi di apice democratico, assolutamente contrario agli interessi dell’attuale presidente.
Nel complesso un’intervista in chiaro/scuro, che si sarebbe potuto evitare. In questi casi si potrebbe goliardicamente dire: “Meglio nessuna intervista, che una pessima intervista”.
Demozzi docet.