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Libutti racconta, Demozzi replica: noi, da “cattivoni”, mettiamo in fila i fatti – prima parte.

Commentiamo da rinomati “cattivoni” quali siamo, l’interessante videointervista all’avv. Libutti apparsa sulla testata on line “L’Agente Indipendente” edita da Roberto Pisano, storico rappresentante dello SNA. Lo facciamo in due puntate.
Partiamo dall’accordo esistente tra Claudio Demozzi e l’avv. Libutti finalizzato ad individuare insieme le migliori candidature per gestire il futuro del Fonage.
L’ex presidente del Fondo nella sua intervista, rivela infatti un formale impegno del Demozzi a confrontarsi con lui in tal senso. Nulla di strano o di anomalo, anzi.
Parliamo di un qualcosa di estremamente apprezzabile, soprattutto da parte del Demozzi. Sarebbe stato un segnale di lungimiranza e responsabilità volto a garantire al Fonage una gestione futura in linea con quella (positiva) degli ultimi dieci anni. Confrontarsi con l’avv. Libutti, avvalersi della sua esperienza e conoscenza in materia, avrebbe probabilmente garantito l’individuazione del miglior CdA per la gestione del Fonage.
Ed invece no, le conferme su colui che da tempo definiamo ironicamente come “proprietario” dello SNA, giungono puntuali.
Dall’intervista emerge infatti che il Demozzi non solo non avrebbe dato seguito all’impegno assunto con l’Avv. Libutti ignorandolo completamente, ma a giudizio di quest’ultimo nell’individuazione dei candidati si sono privilegiate quelle logiche tipiche della politica, a discapito quindi della ricerca delle migliori competenze necessarie.
Tutto questo ha determinato il più ovvio risentimento del Libutti che evidentemente al Fondo Pensione ci tiene non poco, se non altro per avervi dedicato gli ultimi dieci anni della sua vita professionale.
Dall’atteggiamento del Demozzi, ne scaturisce quindi un “acceso diverbio” con l’ex Presidente del Fonage che quest’ultimo accenna nel suo intervento all’ultimo Comitato centrale SNA, senza tuttavia entrare nel merito.
Roberto Pisano, allora componente della redazione di Snachannel, in un suo articolo richiama per dovere di cronaca quel riferimento del Libutti e di lì a poche ore dalla pubblicazione accade l’imponderabile: qualcuno ordina di cancellare quel passaggio dall’articolo, ad insaputa dello stesso autore.
Un fatto oggettivamente grave, che determina le dimissioni del dr. Pisano dalla redazione di Snachannel.
E’ di qualche giorno fa l’intervista all’Avv. Libutti che svela pubblicamente i motivi dell’acceso diverbio con il Demozzi. L’avvocato esprime liberamente il suo pensiero, confermando che per guidare il Fondo occorrono competenze, conoscenze, titoli ed esperienze che evidentemente egli non individua affatto nell’attuale cda del Fonage e più specificatamente nel neofito Presidente. Non solo, per sua esperienza diretta, per guidare l’Istituto occorre dedicarsi anima e corpo. Ne consegue l’opportunità di dimettersi da tutti gli altri incarichi, come d’altronde lui stesso fece all’epoca della nomina, ma addirittura anche la necessità di allentare l’impegno con la propria agenzia. Come dargli torto?
Il presidente dello SNA ritiene evidentemente che dopo il risanamento “lacrime e sangue” ad opera del Commissario Covip e successiva utile gestione dello stesso Avv. Libutti, il periodo buio del Fonage sia definitivamente alle spalle. Per lui ci si può tranquillamente orientare verso una nomina politica (come la definisce il Libutti) che, tradotto, significa una modalità di selezione che richiama tutt’altro piuttosto che la doverosa ricerca trasparente delle migliori competenze.
A nostro giudizio, le preoccupazioni/osservazioni dell’Avvocato Libutti, sono più che mai fondate anche in ragione della progressiva concentrazione di incarichi e responsabilità sindacali in capo al neofito Presidente del Fonage che non rinuncia a nulla, evidentemente convinto di essere capace di gestire tutto al meglio. Nei prossimi quindici anni (peraltro già “opzionati” dal Demozzi quale presidente dello SNA), gli equilibri su cui si reggerà il Fondo risulteranno sempre più delicati, soprattutto per effetto della cavalcante sperequazione tra soggetti contribuenti e percipienti. Occorrono più che mai competenze e visione.
Da sempre il mantra del Demozzi è che le critiche allo SNA debbano essere fatte solo ed esclusivamente nei “luoghi deputati”. Oramai è ben chiaro a tutti il motivo. Se le critiche e/o le informazioni compromettenti rimangono all’interno, esse si possono ignorare o addirittura occultare, come accaduto per l’articolo del Pisano. Al contrario, se escono all’esterno, occorre far ricorso ad audaci strategie “denigratorie” tese a sminuirne la credibilità di chi le rende note.
Accade infatti che se qualcuno critica pubblicamente il Demozzi, quest’ultimo non esiti ad imputare quelle critiche a strane richieste di favori personali che quel qualcuno ha tentato di “estorcergli” in separata sede, addirittura per mezzo anche di minacce ed intimidazioni. Il suo integerrimo rifiuto ad agevolare “favori personali”, è per lui causa scatenante di quelle stesse critiche.
Inutile dire che parliamo di presunti reati penali per i quali non risultano né prove rese note, né tantomeno iniziative giudiziarie assunte dal diretto interessato.
Ma tant’è, trattasi di strategia efficace che ha adottato più volte in passato, anche al fine di acquisire sempre più consensi e solidarietà dal già “applaudente” Congresso. Una strategia che oggi si ripete.
Leggiamo infatti un articolo su l’Agente di Assicurazione a firma del Demozzi, che sembra mettere “le mani avanti” e che riporta dichiarazioni di una gravità inaudita rispetto alle recenti nomine del cda del Fonage. Riportiamo testualmente: “Designazione effettuata dopo un lungo ed articolato dibattito in esecutivo nazionale, in presenza di una lunga lista di candidati potenziali e di pressioni, di vario tipo, che sponsorizzavano questo o quel collega. Pressioni che sono arrivate ad un livello mai sperimentato prima, con velate minacce di creare una nuova “corrente di pensiero”, se non fossero state eseguite altre modalità di designazione. Capitolo poco edificante per i soggetti coinvolti e mortificante per chi, come me e l’intera squadra dirigenziale del Sindacato, ha dovuto assistere al triste spettacolo di chiaro stampo intimidatorio ed ha deciso di non cedere alla minacce…”.
Demozzi parla di pressioni, minacce e di un atteggiamento di chiaro stampo intimidatorio, circostanze gravissime oltre che penalmente rilevanti.
L’Avv. Libutti, nella recente intervista, racconta invece di un “acceso diverbio” con Demozzi proprio in relazione alle modalità di individuazione del nuovo CdA. Le due circostanze sono temporalmente e tematicamente contigue. È dunque legittimo chiedersi se il riferimento del Demozzi riguardi l’ex Presidente Fonage.
Se così non è, sarebbe interessante sapere a chi fossero riferite quelle dichiarazioni e del perché gli autori non siano stati quantomeno deferiti ai Probiviri e poi espulsi. In SNA si è assistito ad espulsioni per fatti di gran lunga meno gravi rispetto a quelli denunciati dal Demozzi.
Nella seconda parte di questo nostro articolo, continueremo ad analizzare i contenuti dell’intervista all’Avv. Libutti che, sotto molti aspetti, sembra una specie di “alieno” rispetto alla realtà Sindacale alla quale appartiene. Evidentemente, per effetto della totale immersione nella gestione del Fonage, deve essersi completamente estraniato da molte di queste dinamiche.