La stanza dei bottoni, il sistema “opaco” e la denuncia penale a Roberto Soldati.
Vi abbiamo già parlato della nuova testata giornalistica di Roberto Pisano denominata L’Agente Indipendente. Tra gli articoli, un’interessante e condivisibile considerazione sul nuovo presidente del Fonage Sergio Sterbini che vi suggeriamo di leggere https://www.facebook.com/profile.php?id=61589107024076
Puntuale arriva la replica stizzita dell’interessato che contesta al Pisano l’aver vissuto per anni nel “sistema SNA” senza mai obiettare nulla. Ma fa solo quello praticamente. Non una parola sulle fondatissime osservazioni circa le anomalie della nuova presidenza Fonage. Non meraviglia più di tanto in verità, trattasi di “strategia” dei soggetti alla guida dello SNA che in questi casi spostano il focus sullo scrivente piuttosto che sullo scritto. Spesso vanno anche sul personale. Ma tant’è, a loro piace così.
Nella replica di Sterbini colpisce la frase: “Perché chi davvero combatte un sistema opaco lo fa mentre ne fa parte, mettendoci la faccia, rischiando consenso, incarichi e relazioni. Non dopo aver lasciato la stanza dei bottoni”.
Il postulato di cui sopra è fasullo in generale, ma lo è ancor di più in ambito SNA.
Normalmente se un sistema è “opaco” non consente affatto a chi si ritrova all’interno di combatterlo. Al primo accenno scattano sofisticati sensori di allarme che portano all’emarginazione, al discredito, alla ghettizzazione del “combattente”.
In un sistema “opaco” gli anticorpi sono efficienti: espellono la “cellula infetta”.
Vi riportiamo un esempio emblematico che, guarda caso, interessa proprio lo SNA. La vittima è un autorevole personaggio al quale lo stesso Claudio Demozzi deve gran parte della sua ascesa alla presidenza dello SNA.
Parliamo di Roberto Soldati che da membro dell’Esecutivo e persona coscienziosa, ha cominciato a far domande scomode indagando su circostanze che non gli quadravano affatto. Ha iniziato letteralmente ad investigare sui numeri di Assicurmed, su Ebisep e sulla Fesica Confsal.
Lo ha fatto con lealtà e nelle sedi deputate, quelle tanto care al Demozzi. Anzi, non solo lo ha fatto nelle sedi deputate, ma anche con dovuta discrezione, perché non ha preso la parola in un Congresso, non ha denunciato nulla dal palco di un Comitato centrale ma ha sollevato perplessità solo all’interno dell’EN.
Gli “anticorpi” si sono prontamente attivati fino a raggiungere il previsto apice allorquando Soldati ha sentito il dovere di segnalare ai vertici SNA (anche) l’esistenza su internet di un “preoccupante” dossier sul conto di Pietro Ferdinando Marano. Un blog di Genova infatti lo voleva vicino per questioni lavorative e professionali ad un esponente della ndrangheta.
Ricordiamo che Pietro Ferdinando Marano è un pò il “padre putativo” dell’EBISEP (di cui è Consigliere in quota SNA), visto che nel 2012 costituì CPMI Italia (Confederazione della Piccola e Media Impresa Italiana) Associazione datoriale che sottoscrisse con i Sindacati Fesica Confsal e Confsal Fisals proprio l’atto costitutivo di EBISEP.
Non entriamo nel merito della vicenda su internet sul conto del Marano, d’altronde quest’ultimo non solo non ha mai ricevuto alcuna condanna ma onestamente la sensazione è che non sia coinvolto in nulla di assimilabile (magari all’epoca ha solo peccato di superficialità!).
Ciò detto, il senso di quanto vi stiamo raccontando, è che solo per aver chiesto lumi sull’operato e per aver segnalato internamente agli stessi dirigenti SNA, quanto nel frattempo emerso sul conto Marano, ha fatto sì che si determinassero per il Soldati le condizioni di “emarginato politico”.
Sottoposto a procedimento disciplinare e sospeso per un anno, egli ha dovuto affrontare anche un processo penale per diffamazione su querela dello stesso Marano, procedimento nel quale sono stati chiamati a testimoniare il presidente e la vicepresidente SNA (nel frattempo diventati soci nella società di quest’ultima).
Il procedimento penale è stato ovviamente archiviato. Anzi, di seguito vi alleghiamo pure l’ordinanza integrale di archiviazione, dalla quale emerge chiaramente come addirittura la querela tragga origine dalla memoria difensiva depositata da Soldati nel procedimento disciplinare dinanzi al Collegio dei Probiviri dello SNA.
Molti i dubbi sulla gestione procedurale e sulla tutela della riservatezza degli atti difensivi, atteso che la suddetta memoria è stata evidentemente trasmessa al Marano dal Presidente del Collegio dei Probiviri (a sua volta ‘abusivo’ in quel ruolo per lo Statuto SNA) → Ordinanza di archiviazione Trib. Milano Marano – Soldati
Tutto questo fa ben comprendere due cose: La prima è che la frase di Sterbini risulta più che mai fasulla in ambito SNA, la seconda invece chiarisce definitivamente il motivo per cui il Demozzi ci tiene tanto affinché le critiche nei suoi confronti debbano unicamente consumarsi nei famosi “luoghi deputati” a lui tanto cari. In questo modo le problematiche non travalicano all’esterno e possono essere gestite in totale riservatezza dall’interno.
Soldati ne è la testimonianza vivente, ha combattuto il sistema che si stava creando e lo ha fatto in costanza d’incarico.
Ben venga pertanto il blog e gli articoli di Roberto Pisano dopo “aver lasciato la stanza dei bottoni”, specialmente se forniscono spunti di riflessione sull’operato dei vertici di una storica Istituzione come quella dello SNA che, lo URLIAMO per l’ennesima volta, rimane pur sempre la prima vittima di tutto questo (!).
P.S: Cogliamo l’occasione per fare gli auguri di buon lavoro a Roberto Arena, nuovo Presidente di ANAPA.
Studio Professionale Agents Consulting
dr. G. Sostegno









