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La “manipolazione dati” del Presidente SNA.

Il Presidente Demozzi dello SNA ha pubblicato recentemente un grafico che celebra il “continuo successo in termini di iscritti dello SNA”. “Pensate quello che vi pare” scrive il Presidente “ma dal 2013 la proporzione iscritti SNA/iscritti RUI è passata dal 24% del 2013 al 36% del 2022” (ved. grafico accanto).
Come si fa a dargli torto? La proporzione è assolutamente corretta. In uno dei suoi monologhi da palco, questo dato sarebbe oggetto di una vera e propria standing ovation.
Ci sono solo un paio di piccoli, anzi, piccolissimi dettagli che il Demozzi si è dimenticato di dirvi.
Il primo dettaglio è che il numero di presunti diecimila iscritti SNA è sempre lo stesso dal 2013 come documentabile da molteplici interviste, proclami ed articoli. L’unico dato che fa fede e che rileva ai fini della rappresentanza è il numero delle persone fisiche iscritte allo SNA, non certo quelle delle Società/Agenti.
Al netto del migliaio di iscritti che oramai non rinnovano neanche più e che devono essere inseguiti dagli uffici amministrativi del Sindacato, il presunto numero di seimila (abbondiamo) persone fisiche iscritte SNA è praticamente costante dal 2013. Non solo quindi non v’è nessuna crescita in tal senso, ma il secondo “dettaglio” che andiamo ad esporvi e che il buon Demozzi dimentica di dirvi, è invece piuttosto preoccupante.
Enfatizzare il trend di crescita degli iscritti al Sindacato dal 2013 al 2022, facendo una proporzione tra il numero degli stessi iscritti SNA e quello degli iscritti alla sez. A del RUI, rappresenta il più classico esempio di manipolazione dati.
Nel 2013 le persone fisiche iscritte nella sez. A del RUI erano 26.331 mentre nel 2022 questo dato si ridimensiona a 17.385. Se è per questo, al momento risultano essere ancor meno (17.056), per cui una proporzione del genere, a parità di iscritti SNA, risulta assolutamente forviante.
Il dato inquietante è che in appena undici anni c’è stata una vera e propria “emorragia” pari a 9.275 iscritti in meno nel Registro Unico degli intermediari.
Ragionando per assurdo, se nei prossimi dieci anni di presidenza Demozzi questo trend dovesse malauguratamente trovare conferma, l’anzidetta proporzione (iscritti SNA/iscritti al RUI) potrebbe addirittura salire al 77%.
A quel punto, il Demozzi sarebbe capace di festeggiare l’ancor più “importante” traguardo, visto che secondo questa sua imbarazzante lettura si sarà passati dalla proporzione del 24% del 2013 a quella del 77% del futuristico anno 2034.
Ebbene, riferitegli che l’exploit odierno di cui tanto si vanta, è solo il risultato di una vera e propria ecatombe di intermediari iscritti nella sezione A del RUI.
Una preoccupante parabola discendente quella di questa categoria, cui ovviamente consegue quella dell’intera filiera (subagenti, collaboratori, dipendenti di agenzia etc.). Migliaia e migliaia di posti di lavoro andati persi che nella propaganda del Demozzi vengono addirittura utilizzati per celebrare un suo presunto “successo” in termini di crescita degli iscritti allo SNA.
Se paradossalmente tra un decennio (o oltre) gli Agenti iscritti al RUI dovessero essere solo seimila e questo numero coincidere con quello degli iscritti allo SNA, il Demozzi vi verrà a raccontare che sotto la sua gestione il 100% degli Agenti di assicurazione ha aderito al SUO Sindacato.
Sembra argomento del tutto irrilevante l’annientamento di un’intera categoria, con ulteriore perdita di almeno 100 mila posti di lavoro ma in compenso, in questo “tempo futuro”, il Demozzi potrà vantarsi come non mai di essere il rappresentante del Sindacato maggioritario.
Sempre ragionando per assurdo, in questa proiezione futura gli Agenti superstiti e/o i loro discendenti, potranno continuare a godere dei “benefici” dell’ANA 2003 per il quale lo SNA continuerà a sua volta ad organizzare corsi di formazione (!?) per il tramite del quasi ottantenne Avv. Malandrino, inamovibile fiduciario.
La “coerenza” del Demozzi infatti è tale per cui il quarto di secolo di sua Presidenza dello SNA, non scalfirebbe minimamente il motto da lui stesso coniato “meglio nessun Accordo che un pessimo Accordo”. Il tutto per la gioia di quei sei o sette Gruppi assicurativi che a quel tempo rimarranno sul mercato e che saranno non meno felici di annoverare il loro “benefattore” Demozzi tra gli Agenti mandatari.
In questa specie di scenario stile “Ritorno al futuro”, il dato che emerge prepotente è il fatto che questo signore ha raggiunto oramai da tempo l’assoluta consapevolezza di potervi raccontare ciò che vuole, quando vuole e come vuole ottenendo in cambio applausi scroscianti.
Mala tempora currunt sed peiora parantur.