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Il cambio delle serrature di Generali

Segnaliamo il discutibile comportamento tenuto da Generali Italia Spa nei confronti di un proprio agente e riveniente da un’altrettanto discutibile revoca per giusta causa. Vogliamo tuttavia soffermarci sul modus operandi di codesta impresa assicurativa nella fase di avvio delle operazioni di riconsegna. Questa volta il bersaglio è un agente ex Alleanza Toro, forse figlio di un Dio minore, che si è visto notificare una “presunta” comunicazione di revoca per giusta causa. Perché presunta? vi starete chiedendo. Ebbene sì, non può che definirsi tale un recesso notificato sulla Pec ufficiale dell’agenzia Generali (e non già sulla Pec privata dell’intermediario!) che risulta nell’immediato ben visibile e disponibile ai dipendenti di agenzia e successivamente anche agli agenti subentranti, ma non al diretto interessato. L’agente uscente, infatti, si è dovuto accontentare della copia che gli stessi ispettori di Generali Italia hanno “magnanimamente” allegato al verbale di riconsegna, visto e considerato che nel frattempo la Direzione aveva tempestivamente modificato le password di accesso.

A dieci minuti dalla notifica della presunta Pec, con l’agente ancora ignaro di quanto stesse accadendo, facevano letteralmente “irruzione” negli uffici agenziali gli ispettori incaricati della Compagnia i quali, senza neanche le specifiche autorizzazioni previste dall’art. 23 ANA, intimavano al mandatario di procedere con l’immediata riconsegna dell’agenzia, non prima di avergli ordinato la consegna delle chiavi di accesso dei locali e non prima di aver provveduto al cambio delle serrature degli stessi. A nulla sono valse le obiezioni in merito alla riconsegna dei locali agenziali da parte dell’intermediario, posto che quest’ultimo ha manifestato nell’immediato la sua volontà di detenere l’immobile; ma gli ispettori incaricati si opponevano fermamente definendo la cosa come assolutamente impossibile ed improponibile.

Ma non finisce qui. Al “danno” Generali Italia non manca di aggiungere la “beffa”. A distanza di due mesi dallo spoglio nel possesso dei locali agenziali, la compagnia manda una fattura all’ex agente a titolo di “indennità di occupazione” per euro 2.183,37. In buona sostanza gli intimano di pagare gli ultimi due mesi di affitto dei locali nel frattempo occupati da altri colleghi cui è stato affidato il portafoglio.

Le circostanze di cui sopra, oggi contestate dall’ex Agente anche per iscritto grazie al nostro supporto, hanno determinato oltre ad un illecito civile (spoglio dall’altrui detenzione dell’immobile), soprattutto illeciti di natura penale (violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni) per i cui reati ci stiamo occupando di approntare apposita querela a carico dei dipendenti di Generali Italia Spa.

Questa Compagnia, purtroppo, non è nuova a questo tipo di inqualificabili comportamenti. Abbiamo sventato in passato altri tentativi di cambiare le serrature di agenzia ancor prima dell’inizio delle operazioni di riconsegna, anche chiedendo l’ausilio della forza pubblica. In altra circostanza, ricordiamo gli ispettori incaricati di Generali pateticamente “barricati” in agenzia fino a notte fonda perché pretendevano dall’agente la consegna delle chiavi per il (loro) rituale cambio delle serrature. Ribadiamo: non v’è nulla di “rituale” nell’intimata richiesta di consegna delle chiavi degli uffici agenziali, ancor meno nell’arbitrario cambio delle serrature ancor prima dell’inizio delle operazioni di chiusura. Qualora la consegna delle chiavi degli uffici sia atto dovuto e/o voluto dall’agente, essa rappresenta cronologicamente l’ultima delle operazioni di riconsegna di cui all’art. 23 Ana 2003.